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Conoscere forni di sopra

Sciare Forni di Sopra

Nel cuore delle Dolomiti Friulane, Forni di Sopra è un’incantevole località circondata da un paesaggio fiabesco. Sia d'estate che d'inverno questo paesino dell’Alta Val Tagliamento è la meta ideale per una vacanza sulla neve, con tante offerte per il divertimento e il relax dei suoi visitatori.

Forni di Sopra è un polo turistico montano che sorge sulle rive del Tagliamento, il territorio spazia dai 900 ai 2500 metri di quota. Qui si vive in un ambiente con le vere Dolomiti, quelle riconosciute dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità, in un’atmosfera magica e accogliente per i turisti che arrivano in paese.

Ideale per il divertimento di tutta la famiglia, Forni di Sopra è anche una rinomata meta turistica per chi ama lo sport e l’avventura. E nei periodi di festa, non mancano di certo i locali e gli eventi per l’intrattenimento con musica, dj set e buona tavola.

MAPPA DELLO SCI A FORNI DI SOPRA

MAPPA IMPIANTI SCI FORNI DI SOPRA

Vacanze a Forni di Sopra: sci e avventura per tutta la famiglia

Le Dolomiti che circondano la valle di Forni di Sopra offrono valli, cime, piste, scorci che soddifano ogni genere di utenza. Il complesso delle piste, infatti, si compone di percorsi più facili, destinati ai principianti, e di discese dedicate agli escursionisti e sci alpinisti più esperti.

Le piste in località Davost, in particolare, ospitano il Campo Scuola sci, dove i neofiti possono imparare le tecniche di base dello sci. Sui versanti del monte Varmost,  invece, sono tracciate le piste rosse e una pista nera (le più alte della regione Friuli Venezia Giulia) sulle quali gli sciatori più esperti troveranno sicuramente le sensazioni adrenaliniche che cercano. Da non perdere la pista che parte dalla cima del Crusicalas, a oltre 2000 mt di altitudine, la più lunga di tutto il Friuli Venezia Giulia: 6 km di emozioni, attraverso la bellezza incontaminata dei paesaggi dolomitici.

Sport e avventura a Forni di Sopra

Clicca sulla mappa del divertimento nelle Dolomiti Friulane

 

FORNIDISOPRA MAPPA GIOCHI SPORT E AVVENTURA

 

 

Monsignor Fortunato De Santa, il fornese più illustre.

Fortunato De Santa nacque a Forni di Sopra il 9 agosto 1862, da Giovan Battista ed Anna Pavoni, modesta ed esemplare famiglia della frazione di Vico.

monsignor fortunato de santa fornidisopra

La storia del Vescovo Fortunato De Santa, tratta da "Forni di Sopra" di Lodovivo Zanini:

Compiuti gli studi elementari in paese, avendo egli espresso il desiderio dì farsi sacerdote, venne avviato al seminario di Udine, dove si fece subito notare, oltre che per intelligenza e profitto, per l'indole aperta e cordiale che gli meritava la simpatia e l'amicizia di tutti. A vent'anni sospese gli studi per il servizio militare, divenne un alpino autentico, stimato e benvoluto dai commilitoni non meno che dai superiori. Ed in capo ad un triennio, tornò al suo banco in seminario. Ordinato sacerdote nel 1888, assumeva l'ufficio di cappellano del suo paese, e poi, nel 1895, quello di parroco. Così, dopo esser stato zelante cooperatore, affrontava la piena responsabilità della sua missione, che svolse con la generosa sollecitudine d'un vero padre dei suoi fedeli. Prime cure di don Fortunato: dar nuovo impulso alle confraternite già esistenti, e promuovere con ogni assiduità la formazione religiosa sia dei fanciulli sia degli adulti, giovandosi in questo d'un suo prezioso dono: la parola facile ed avvincente, piana, ma ansiosa di un bene spirituale che doveva essere luce e conforto anche nelle più comuni vicende. E questo ideale e insieme realistico modo di sentire, lo indusse a preoccuparsi della stessa vita materiale dei suoi parrocchiani, ai quali soleva parlare di forme associative che potevano promettere vantaggi per tutti e per ciascuno. Quindi, se li vide intorno collaboratori già convinti, allorché volle fondare una Cassa Rurale ed una Cooperativa di consumo; due istituzioni che, grazie alla sua competenza di amministratore, contarono in breve tra le meglio avviate della provincia. Del pari ben disposti li trovò anche in seguito, quando propose loro di stringersi in una società di mutuo soccorso, che tutti affratellasse nel concreto esercizio della carità cristiana, e desse modo altresì di istruirsi; i giovani seguendo corsi di arti e mestieri, gli altri presenziando alle serate di un circolo di cultura; due istituzioni cui egli attese con l'innata sua vocazione di educatore. A questo punto, egli dovette chiedersi se al paese poteva donare dell'altro. Si, l'onesta possibilità d'uno svago, opportuna specialmente nelle lunghe invernate. E allora, il provvido e umanissimo parroco non esitò ad accollarsi l'impegno di allevare una compagnia filodrammatica ed un corpo filarmonico: oneroso eppur grato impegno, se a taluni porgeva occasione di imbastir qualche cosa sopra una modesta scena, e ad altri di intronare il prossimo solfeggiando dinanzi a qualche rigo di musica. Tante sono le vie per tirar su un paese; e tante dovettero figurare in un suo antico programma, se per farsi curatore d'anime egli aveva anche meditato su qualche libro di pedagogia teorica e pratica. Nella buona stagione, poi, che purtroppo disperdeva tutti gli artigiani in lavori all'estero, egli poteva concedersi il sollievo delle gite in montagna; ma per andarvi alla ricerca di piante rare e di rocce fossilifere, e riportarne degli esemplari per e sue collezioni, riordinate con la diligenza ed i criteri d'un appassionato di geologia e di botanica. E fu così che professori e naturalisti di grido, capitando a villeggiare a Forni, conobbero il dotto parroco e ne sollecitarono anche la collaborazione. E sappiamo che don Fortunato coltivò relazioni di studio specialmente con Torquato Taramelli, scienziato largamente noto per le sue memorie intorno ai problemi di botanica, di geologia ed idrologia del Friuli. E come sempre, anche in queste ricerche egli colse il destro di giovare ai parrocchiani; a loro infatti destinava un manualetto di nozioni per una più redditiva coltura agricola di montagna; ed un elenco di piante medicinali, di cui annoverava 66 specie, con l'indicazione delle virtù curative e del modo di trattarle per farne medicamenti. Senonché tutto questo fervore di opere egli dovette interrompere nel 1906, quando superiori ed estimatori lo vollero alla direzione del seminario udinese. All'istituto che gli aveva dato il primo avviamento, egli recò il tesoro della sua esperienza, insieme con l'alto e puro concetto della missione alla quale appunto erano destinati i suoi giovani allievi. Quindi, egli impegnò tutte le proprie energie nel promuoverne la formazione spirituale, nel farsi loro guida ed esempio nello studio, nella pietà, nel pratico esercizio del sacro ministero. Per esser brevi diremo con mons. Trinko che Fortunato De Santa fu anche in seminario l'uomo della Provvidenza: tutto per tutti.

Nel 1914 venne nominato Vescovo di Sessa Aurunca, missione che accettò con l'abituale suo spirito di umiltà, e soprattutto nel convincimento che quella era la volontà di Dio. Doveva andare incontro ad un mondo affatto nuovo, per costumi ed inveterato modo di pensare ed operare tanto diverso dal nostro. In breve, però, si venne a sapere che fin dal primo ingresso in quella diocesi, la ma parola piena di fervore, e quell'aria di santità che spirava dal suo volto, avevano fatto una grande impressione. Poi, la chiara fermezza dei propositi, l'attività instancabile e, in particolare, il fulgido esempio che dava in pubblico e in privato, avevano fatto il resto; avevano cioè, vinto ogni diffidenza, e indotto clero e popolo a rispondere con sincerità ed anche con entusiasmo alle sue apostoliche premure. In passato egli aveva già steso una scelta di sermoni in cui delineava ben chiaro — nei limiti, nella forma, nello spirito — il programma d'azione che più gli stava a cuore. Riesumò ed anche ampliò tali premesse, fornendo alla stampa un ulteriore contributo di articoli esortativi; il che valse ad apportargli nuovi e più ammirati consensi, e non senza propositi di speciali manifestazioni in suo onore. Allora egli si dette la pena di schivare ogni pubblico attestato ed ogni onorificenza che potesse, come suol dirsi, dare nell'occhio. Ma si trovò egualmente a dover declinare più d'una pressante offerta di sedi più comode, o d'un livello più elevato. Ed ai confidenti che non sapevano rendersi conto di tali dinieghi, rispondeva che, accettando, gli sarebbe parso di venir meno al mandato commessogli dal Santo Padre, che nell'inviarlo a Sesso gli aveva caldamente raccomandata quella diocesi.

Dopo cinque lustri di quell'infaticato lavoro, assai di rado interrotto per un breve ritorno alla pace dei suoi monti, egli si trovò esausto ed ammalò. Riavutosi d'improvviso, che parve miracolo, lo colse una ricaduta che lo portò alla fine: il 25 febbraio 1938. Una folla immensa tra cui numerosi vescovi al seguito del Cardinale Arcivescovo di Napoli intervenne alle sue esequie, che ebbero il tono e la solennità d'una glorificazione. E si disse che in quell'ora tutti ebbero la convinzione di trovarsi alla presenza delle venerate spoglie d'un santo.

Si concludeva cosi il lungo e fecondo episcopato, iniziato nel 1914, di questo illustre presule di Forni di Sopra il cui ricordo, a 80 anni dalla morte, è ancora straordinariamente vivo tra quanti ebbero la fortuna di conoscerlo.


Fortunato De Santa scoprì una primula che cresce soltanto a Forni di Sopra e dintorni...

primula wulfer

Nel duomo di Sessa Aurunca una lapide posta all'inizio della navata di destra ricorda il luogo dove riposano le spoglie di monsignor Fortunato De Santa, nato, è scritto sulla lapide, in oppidulo vulgo Forni di Sopra (nella piccola città chiamata Forni di Sopra). Monsignor De Santa, oltre che per le sue virtù di vescovo «santo e dotto», é ricordato in Campania e in Friuli per i suoi numerosi scritti (era collaboratore, tra l'altro, del Corriere del Friuli e ha lasciato numerosi volumi tra cui uno sulle origini della cattedrale di Sessa Aurunca) e per la sua attività di studioso di scienze naturali, in particola re di botanica e geologia.' In questo campo fece studi approfonditi sulle origini e sulle trasformazioni subite nei secoli dal suo paese, Forni di Sopra, e dai paesi vicini.

Nel suo libro Elenco delle piante medicinali che crescono nel territorio di Forni di Sopra (Tipografia del patronato. 1901), De Santa descrive una particolare varietà di primula da lui scoperta, la Primula Wulfeniana Schott, che cresce, unica in Italia, soltanto a Forni e dintorni. Per i suoi studi di botanica, l'umile Prè Natu (cosi i parrocchiani di Forni chiamavano affettuosamente il futuro vescovo) fu insignito della croce di cavaliere.

Giovanni Maria Anciuti, Anziutti

il famoso costruttore di strumenti musicali.

Ricerca di: Francesco Carreras, Cinzia Meroni

L’attività di costruttore di strumenti a fiato di Giovanni Maria Anciuti (Forni di Sopra 1674 - Milano 1744) si svolse prevalentemente a Milano ma, come sarà dimostrato nel seguito, i suoi rapporti con Venezia, e col paese d'origine, Forni di Sopra, furono frequenti per ragioni professionali e famigliari.

particolare strumento giovanni maria anciuti

L’eccezionale maestria e l’inventiva che Giovanni Maria Anciuti impiegava nella fabbricazione di strumenti a fiato, utilizzando spesso materiali preziosi quali l’avorio e l’argento o l’essenze, rare al tempo, del palissandro e del grenadiglio, e la raffinatezza dell’esecuzione costruttiva ricca di soluzioni originali fanno di questa figura milanese uno dei più noti e apprezzati costruttori di strumenti musicali della prima metà del Settecento.

oboe particolare giovanni maria anciuti chiaveMolto è già stato scritto su questi aspetti del lavoro di Anciuti, che non saranno quindi ripresi in questo articolo. Tuttavia, questo famoso costruttore era fino ad oggi conosciuto solo per i numerosi strumenti che portano il suo nome. Nessun documento o indizio a lui riferibile era mai emerso, nonostante intense ricerche negli archivi di Milano e altrove. Si ipotizzava che il cognome Anciuti potesse essere uno pseudonimo, coniato sulla parola ancia. La presenza di un leone alato di San Marco, simbolo di Venezia, su molti dei suoi strumenti poteva richiamare un legame commerciale con la Serenissima.

Tutte queste considerazioni, corredate da una lista di tutti gli strumenti noti di Anciuti, sono esposte ed ampliate nell’articolo sull’oboe d’avorio del Museo Civico del Castello Sforzesco a Milano. Queste ipotesi sono state nel tempo riprese in diversi cataloghi di musei, in repertori e articoli, ultima in ordine di tempo la pubblicazione redatta in occasione della mostra Meraviglie Sonore, tenuta a Firenze nell’autunno del 2007. Le date impresse sugli strumenti conosciuti di Anciuti vanno dal 1709 al 1740 ed è appunto intorno a questo arco temporale che si svolse presumibilmente l’attività produttiva del costruttore. Solo su due strumenti compare il nome completo “Ioannes Maria Anciuti” [Anciutus sul flauto dolce doppio], mentre su tutti gli altri è inciso solo «Anciuti» e molto spesso l’anno di fabbricazione.

Ricerche sui costruttori di strumenti a fiato a Milano e scoperta del primo documento su Giovanni Maria Anciuti. Queste erano dunque le informazioni disponibili su Anciuti all’inizio del 2007, quando ha preso avvio una ricerca sistematica sui costruttori milanesi di strumenti a fiato, con l’obiettivo di ricostruire e documentare la storia della produzione dei fiati, avendo come base di partenza i pochi studi su Milano. Per il Settecento poi, su cui si sono concentrate le prime indagini, esistevano al momento di iniziare questo progetto solo scarne informazioni relative a pochi nomi. L’attenzione è stata focalizzata inizialmente sugli archivi parrocchiali dei quartieri intorno al Duomo, su atti di varia natura dell’archivio di stato e della biblioteca Trivulziana. E’ proprio dall’esame di alcuni fondi notarili di fine Seicento che è emerso un documento contenente il nome di Giovanni Maria Anciuti, che ha permesso di avviare un filone di ricerche da cui sono scaturiti risultati concreti relativamente alla sua identità e attività: è stata, infatti, rinvenuta la dotis confessio della sua futura sposa, datata Milano, 30 ottobre 1699. Conservato tra gli atti del notaio milanese Francesco Domenico Poroli, questo documento, che rimane l’unico atto notarile relativo a G. M. Anciuti finora conosciuto in ambito milanese, ha fornito alcune informazioni fondamentali, a partire dalle quali è stato possibile tracciare un percorso di ricerca che si è sviluppato in più direzioni.

Alla dotis confessio, che reca la data del 7 ottobre 1699 in Milano, si legge: In nome d’Iddio. Con la presente che havrà forza di pubblico Instromento. L’infrascritto Signor Giacinto Vanotti figlio del quondam Ambrosio qual abita in P. O. [Porta Orientale] P. [Parrocchia] di S. Salvatore in Zenodochio di questa Città, promette di dare la Signora Giuliana sua figlia per Legittima Consorte al Signor Giovanni Maria Anciuti figlio del Signor Antonio del Loco della Pieve del Forno di Sopra Stato Veneto, e che di presente dimora in P. R. [Porta Romana] P. [Parrocchia] di S. Satiro di Milano qui presente, e che promette di ricevere la D.a [Detta] Signora Giuliana Vanotti per sua Legittima Moglie Servata però prima la dovuta Solennità della S. Madre Chiesa, e del Sacro Concilio Tridentino. Con dote da lire Mille in denari contanti moneta di Milano dico £ 1000 Imperiali da pagarseli nell'atto che seguirà il Matrimonio, oltre la scharpa con un abito di Sposa ed altre cosse per uso d'essa Signora Giuliana per l'importanza in tutto di lire Cinquecento Imperiali, a qual effetto dovrà seguire la stima d’un perito confidente d'ambe le parti, per inserirle nell’Instromento dotale nel quale detto Signor Giovanni Maria dovrà obbligarsi per la restituzione tanto delle dette lire Mille, quanto della detta Scharpa, Vestito ed altro da stimarsi come sopra, o del loro valore sino al compimento della medesima somma in caso detta dote si debba restituire perché così. Et in oltre il Signor Giovanni Maria dovrà costituire a detta dote un augumento de lire Trecento Imperiali, qual dovrà subire l'istesso privilegio di dote, come sin d'hora per allora costituisse detto aumento di £ 300, succedendo però il Matrimonio. Che la suddetta dote di £ 1500 Imperiali compreso la Scharpa, e Vestito e come sopra si è per piena e compita satisfatione di tutto ciò che detta Signora Giuliana e detto Signor Giovanni Maria suo futuro consorte possino havere pretendere e conseguire da detto Signor Giacinto e sua Casa tanto per raggione Paterna quanto Materna in Causa di dote e suoi dipendenti ancorché potesse dirsi che le altre sorelle di detta Signora Giuliana avessero avuto, o fossero per havere, maggior dote, mentre si dichiara che detti Signori Giovanni Maria, e Giuliana debbano restar taciti e contenti della dote come sopra costituita nella suddetta somma di £ 1500 Imperiali rinunciando per tale effetto alla disposizione di qualunque lege, o statuto che parlasse in contrario, per essersi di ciò avuto particolar riguardo nel concordare e stabilire il Matrimonio salva però la Raggione alla detta Signora Giuliana e suoi figli se ne havrà per la successione nell'heredità paterna, e materna egualmente con le altre sorelle o come sarà di Raggione in caso che il Padre e la Madre di detta Signora Giuliana morissero senza far testamento. Che il presente si debba ridurre a pubblico Instromento per la sua total osservanza alla quale fra tanto l'una e l'altra parte vicendevolmente si obbliga anche sotto lite. Et in fede. Io Giacinto Vanotto affermo e prometto come sopra Io Giovanni Maria Anciuti affermo e prometto come sopra.

Ecco dunque delinearsi un primo quadro e precisarsi i contorni attorno alla figura di questo eccezionale artefice, tanto noto ed apprezzato per i suoi raffinatissimi strumenti quanto sfuggente sotto il profilo della ricostruzione biografica. In primo luogo, appare chiaro come quello di Anciuti non sia uno pseudonimo di derivazione professionale (da ancia), bensì un nome proprio, non presente a Milano in quanto originario della Carnia. Viene offerta, poi, una delle possibili ragioni del legame di Anciuti con la città di Milano, ossia il matrimonio contratto con una giovane donna milanese, Giuliana (anche nota come Giulia) Vanotti di Giacinto, oltre che un terminus ante quem dell'effettivo trasferimento di Giovanni Maria a Milano, sotto la parrocchia di S. Satiro. La consistenza stessa della dote, considerando anche l'«augumento de lire Trecento Imperiali» da parte dello stesso Anciuti, permette di formulare una prima ipotesi su quale dovesse essere il suo status sociale all'epoca del matrimonio. Una stima approssimativa del valore attuale di 1500 lire imperiali può essere ricavata rapportando tale cifra alla paga mensile di un suonatore professionista che nel primo Settecento poteva andare dalle 18 alle 24 lire mensili. Utilizzo degli indizi raccolti per avviare un piano di ricerche su Anciuti: le ricerche a Forni di Sopra Ma il dato più importante, che emerge da questo documento, è quello della provenienza di Giovanni Maria Anciuti, nativo «della Pieve del Forno di Sopra» (oggi Forni di Sopra, in provincia di Udine) nello Stato Veneto, che permette di chiarire le ragioni della presenza, quasi costante, nel marchio apposto ai suoi strumenti del leone alato di S. Marco, simbolo della Repubblica di Venezia, relativamente al quale l'ipotesi finora più accreditata era quella che Anciuti lavorasse su commissione o sotto il patrocinio della Repubblica Veneta.15 Sembra che anche l'immagine impressa sopra al nome sugli oboi d'avorio senza data di Parigi e di Londra,16 interpretata prima come la raffigurazione di un uccello, rappresenti con ogni probabilità ancora un leone.17 Il dato della provenienza, assieme all'identificazione della paternità di Giovanni Maria Anciuti, ha reso disponibili le coordinate necessarie per l'avvio della ricerca, che si sarebbe dovuta svolgere a Forni di Sopra e a Udine. Sfortunatamente, il 18 agosto del 1748 una disastrosa alluvione ha distrutto tutta la documentazione conservata fino a quella data presso l'Archivio Plebano di Forni di Sopra, che avrebbe potuto fornire a questa ricerca informazioni relative almeno al primo ventennio circa di vita di Anciuti, quasi sicuramente trascorso nel luogo natale. Oltretutto, tutti i documenti posteriori a quella data sono di relativo interesse ai fini della ricostruzione della vita e dell'attività di Anciuti che, come si vedrà più avanti, morì a Milano nel 1744. Indicazioni di carattere più generale sugli Anciuti sono emerse dal Registro dei morti conservato presso l'Archivio Plebano di Forni di Sopra, che, pur partendo dal 1748, elenca personaggi nati dal 1693 in avanti. Dall'analisi di questo registro sono emersi due ceppi di Anciuti, conosciuti oggi come Anziutti ramo Colet-Timilin e ramo Piretu, quest'ultimo riconducibile18 ai discendenti dei primi cugini di Giovanni Maria Anciuti, e non a lui stesso in quanto Giovanni Maria era l'unico figlio maschio della sua famiglia. Una visita a Forni di Sopra effettuata nel 2008 ha permesso di individuare molte delle proprietà elencate nell'inventario redatto alla morte del padre di Giovanni Maria.

 Scarica qui la ricerca completa di Francesco Carreras e Cinzia Meroni su Giovanni Maria Anciuti...



 

Festa delle Erbe di Primavera, Forni di Sopra

Programma festa delle erbe: 8-9 e 15-16 giugno 2019

Festa delle Erbe Forni di Sopra

 

Due fine settimana dedicati alle erbe spontanee di montagna. Alla storica Storica Festa delle Erbe di Forni di Sopra è possibile partecipare alle passeggiate botaniche che ti sveleranno i segreti delle piante alimentari ed officinali. In programma anche  laboratori, mercatini, workshop creativi ed attività ludiche per bambini. Non mancherà naturalmente la degustazione di piatti dai sapori inaspettati da gustare al cospetto delle più belle Dolomiti Friulane.

 

fiori festa delle 9erbe forni di sopra primavera

 

Fiore all’occhiello delle Dolomiti Friulane, Forni di Sopra è tra le località più apprezzate dalle famiglie in Friuli Venezia Giulia, ed è proprio qui che nel cuore di una conca ampia e soleggiata fioriscono in estate centinaia di specie di erbe e fiori: è proprio da qui che fino dal ‘500 la Serenissima Repubblica di Venezia si approvvigionava di erbe di montagna da utilizzare in cucina e in medicina.

Proprio alle erbe spontanee è dedicata una delle feste più caratteristiche delle montagne Friulane: la Festa delle Erbe di Primavera che nel 2019 si svolgerà nei giorni 8-9 e 15-16 di giugno con un programma ricco di attività anche per i più piccoli tra cui escursioni, animazioni e giochi all’aperto, mostre, degustazioni e le immancabili passeggiate con l’Asinello Biagio diventato ormai simpatica mascotte del paese.

 

L'edizione 2019 ha visto, per la prima volta, sfilare una decina di modelle per le vie del paese, vestite con abiti ricavati da prodotti del territorio ispirati alla natura. La sfilata é stata organizzata dall'Atelier "PrinciPIANTE" di Forni di Sopra. Guarda le foto delle modelle...

 

FESTA DELLE ERBE 2019 MODELLE


A Forni di Sopra anche i sentieri sono a portata di piccoli passi: basti pensare al sentiero dei bambini, un anello che si snoda tra i boschi lungo la valle del Fiume Tagliamento, che consente di apprezzare sia gli aspetti naturalistici che quelli antropici dell’ambiente alpino presentando sempre riferimenti concreti sul territorio. La forma delle montagne, la vegetazione molto diversificata, le tracce degli animali e la vicinanza delle sorgenti del Tagliamento rappresentano i temi naturalistici principali; la presenza di antiche stalle, ruderi e pascoli abbandonati raccontano invece la storia dell’uomo in questa valle.

Una passeggiata semplice con poche salite su strada forestale: il “primo contatto” ideale dei bambini con la montagna. Se si è fortunati lungo i sentieri che attraversano i boschi è possibile incontrare Harluck, il folletto che a Forni di Sopra è di casa e che vive nei pressi di un larice secolare, uno dei più grandi e antichi della zona. Il percorso, non difficile, è tabellato e invita a seguire le tracce del folletto con il caratteristico cappello rosso. Harluk fa parte della grande famiglia dei folletti di queste zone, gli sbilfs, indiscussi protagonisti dell’immaginario locale tramandato oralmente da padre in figlio: gli Sbilfs animano i boschi, con i loro scherzi e i loro racconti e le loro danze.

 

INFORMAZIONI SULLA FESTA DELLE ERBE:

Promo Turismo

INFOPOINT 

Via Cadore, 1
I - 33024 Forni di Sopra (UD)
tel. +39 0433 886767
fax +39 0433 886686
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SCARICA IL PROGRAMMA DELLA FESTA DELLE ERBE DI FORNI DI SOPRA

programma festa delle erbe fornidisopra 1


 

programma festa delle erbe fornidisopra 2