SCIARE A FORNI DI SOPRA

Dolomiti Friulane

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ALBO D'ORO CIAMINADA, Forni di Sopra

CIAMINADA 2021 podio M 

LE ULTIME VITTORIE...

 

2021 Osvaldo Zanella (Atletica Brugnera Friulintagli)) 
2021 Manuela Carrillo  (Individuale)

2020 Non disputata a causa pandemia

2019 Martin Coradazzi (Società Sportiva Fornese) 
2019 Silvia Rampazzo  (Tornado - Scarpa) Record percorso 30':06"

2018 Thomas Veritti (Società Sportiva Fornese)
2018 Patrizia Zanette (Atletica Dolomiti BL)
2017 Filippo Barizza
2017 Carla Spangaro
2016 Filippo Barizza
2016 Martina Festini Purlan
2015 Riccardo Sterni
2015 Sara Bradaschia
2014 Nicola Spada Record percorso 26':41"
2014 Silvia Rampazzo
2013 Filippo Barizza
2013 Carla Spangaro
2013 Filippo Barizza
2013 Carla Spangaro

2012 Filippo Barizza
2012 Martina Da Rin Zanco

2011 Filippo Barizza
2011 Alba De Silvestro
2010 Filippo Barizza
2010 Valentina Bonanni
2009 Olivo Da Prà
2009 Eleonora Polo
2008 Olivo Da Prà
2008 Carla Spangaro
2007 Manuel Da Col
2007 Carla Spangaro
2006 Manuel Da Col
2006 Carla Spangaro
2006 Manuel Da Col
2006 Carla Spangaro
2005 Olivo Da Pra'
2004 Olivo Da Pra'

2003 Gianni Petris

2002 Gianni Petris

2001 Vito Coradazzi

2000 Vito Coradazzi

1999 Lino De Luca

1998 Lino De Luca

1997 Roman Hoyac

1996 Dolenc Kleman

1995 Dolenc Kleman

1994 Dolenc Kleman

1993 Roman Hoyac

1992 Remo Neukomm

1991 Branco Kraync

1990 Remo Neukomm
......

 


Filmato storico: La Ciaminada anni 1975 - 1976

 

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PERCORSO DELLA CIAMINADA - Forni di Sopra

La Ciaminada si svolge su sentieri e piste di fondovalle lungo due distanze

GIRO CORTO (per bambini) lunghezza 5,2 Km.
GIRO LUNGO (per adulti) lunghezza 8,2 km.

Il tracciato si snoda ai lati dell'alveo del fiume Tagliamento, lungo piste forestali e sentieri. Tratti pianeggianti si intervallano a brevi salite e brevi discese senza alcuna difficoltà tecnica. In caso di terreno bagnatoi suggerisce l'utilizzo di scarpe ginniche con una buona suola grip .

Clicca sulla mappa per ingrandire.

mappa ciaminada 2022

 

VAI AL PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE

 

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DOLOMITI ADVENTURE PARK

A Forni di Sopra vi aspetta il parco avventura più grande del nord est!

Guarda il video!

 

Il Dolomiti Adventure Park, situato lungo il greto del fiume Tagliamento, è dotato delle più moderne ed esclusive attrazioni “naturali” ovvero sistemi di passaggio in altezza tra un albero e un altro mediante funi, passerelle, reti, pioli e teleferiche.

 

dolomiti adventure park forni di sopra

 

Ma l'attrazione assoluta e più adrenalinica, in esclusiva nazionale, è il Powerfan. Si tratta di un sistema che permette di tuffarsi dalla cima di un albero con un salto nel vuoto di quindici metri. L’offerta è studiata anche per i bimbi più piccoli: 70 piazzole raggruppate in 8 percorsi. Dal percorso per bimbi fino a 2 anni a quello per ragazzi o adulti, dal più semplice al più avventuroso, e mentre i più piccoli possono divertirsi tra i gonfiabili del Fantasy Park, i ragazzi più temarari possono cimentarsi nelle scalate più impegnative luno la Ferrata sportiva Adventure Climb Varmost Adventure Climb Varmost. E' un'eccitante avventura in completa sicurezza assicurati attraverso imbracature fornite dall'organizzazione

Il Dolomiti Adventure Park di Forni di Sopra è il più grande parco avventura del nord est italia in grado di soddisfare ogni aspettativa:gli ospiti più piccoli potranno provare l'ebrezza dei itinerari più semplici, gli adulti e i ragazzi più coraggiosi troveranno di che divertirsi sui vari tracciati a loro dedicati.

Ideale per gruppi e centri estivi, anche al di fuori dai giorni e dagli orari di apertura. I nostri istruttori guideranno i ragazzi per tutta l'attività, garantendo uno standard di sicurezza altissimo.

Scopri di più sul parco avventura di Forni di Sopra...

 

dolomiti adventure park forni di sopra dolomiti

 


 

Giovanni Maria Anciuti, Anziutti

il famoso costruttore di strumenti musicali.

Ricerca di: Francesco Carreras, Cinzia Meroni

L’attività di costruttore di strumenti a fiato di Giovanni Maria Anciuti (Forni di Sopra 1674 - Milano 1744) si svolse prevalentemente a Milano ma, come sarà dimostrato nel seguito, i suoi rapporti con Venezia, e col paese d'origine, Forni di Sopra, furono frequenti per ragioni professionali e famigliari.

particolare strumento giovanni maria anciuti

L’eccezionale maestria e l’inventiva che Giovanni Maria Anciuti impiegava nella fabbricazione di strumenti a fiato, utilizzando spesso materiali preziosi quali l’avorio e l’argento o l’essenze, rare al tempo, del palissandro e del grenadiglio, e la raffinatezza dell’esecuzione costruttiva ricca di soluzioni originali fanno di questa figura milanese uno dei più noti e apprezzati costruttori di strumenti musicali della prima metà del Settecento.

oboe particolare giovanni maria anciuti chiaveMolto è già stato scritto su questi aspetti del lavoro di Anciuti, che non saranno quindi ripresi in questo articolo. Tuttavia, questo famoso costruttore era fino ad oggi conosciuto solo per i numerosi strumenti che portano il suo nome. Nessun documento o indizio a lui riferibile era mai emerso, nonostante intense ricerche negli archivi di Milano e altrove. Si ipotizzava che il cognome Anciuti potesse essere uno pseudonimo, coniato sulla parola ancia. La presenza di un leone alato di San Marco, simbolo di Venezia, su molti dei suoi strumenti poteva richiamare un legame commerciale con la Serenissima.

Tutte queste considerazioni, corredate da una lista di tutti gli strumenti noti di Anciuti, sono esposte ed ampliate nell’articolo sull’oboe d’avorio del Museo Civico del Castello Sforzesco a Milano. Queste ipotesi sono state nel tempo riprese in diversi cataloghi di musei, in repertori e articoli, ultima in ordine di tempo la pubblicazione redatta in occasione della mostra Meraviglie Sonore, tenuta a Firenze nell’autunno del 2007. Le date impresse sugli strumenti conosciuti di Anciuti vanno dal 1709 al 1740 ed è appunto intorno a questo arco temporale che si svolse presumibilmente l’attività produttiva del costruttore. Solo su due strumenti compare il nome completo “Ioannes Maria Anciuti” [Anciutus sul flauto dolce doppio], mentre su tutti gli altri è inciso solo «Anciuti» e molto spesso l’anno di fabbricazione.

Ricerche sui costruttori di strumenti a fiato a Milano e scoperta del primo documento su Giovanni Maria Anciuti. Queste erano dunque le informazioni disponibili su Anciuti all’inizio del 2007, quando ha preso avvio una ricerca sistematica sui costruttori milanesi di strumenti a fiato, con l’obiettivo di ricostruire e documentare la storia della produzione dei fiati, avendo come base di partenza i pochi studi su Milano. Per il Settecento poi, su cui si sono concentrate le prime indagini, esistevano al momento di iniziare questo progetto solo scarne informazioni relative a pochi nomi. L’attenzione è stata focalizzata inizialmente sugli archivi parrocchiali dei quartieri intorno al Duomo, su atti di varia natura dell’archivio di stato e della biblioteca Trivulziana. E’ proprio dall’esame di alcuni fondi notarili di fine Seicento che è emerso un documento contenente il nome di Giovanni Maria Anciuti, che ha permesso di avviare un filone di ricerche da cui sono scaturiti risultati concreti relativamente alla sua identità e attività: è stata, infatti, rinvenuta la dotis confessio della sua futura sposa, datata Milano, 30 ottobre 1699. Conservato tra gli atti del notaio milanese Francesco Domenico Poroli, questo documento, che rimane l’unico atto notarile relativo a G. M. Anciuti finora conosciuto in ambito milanese, ha fornito alcune informazioni fondamentali, a partire dalle quali è stato possibile tracciare un percorso di ricerca che si è sviluppato in più direzioni.

Alla dotis confessio, che reca la data del 7 ottobre 1699 in Milano, si legge: In nome d’Iddio. Con la presente che havrà forza di pubblico Instromento. L’infrascritto Signor Giacinto Vanotti figlio del quondam Ambrosio qual abita in P. O. [Porta Orientale] P. [Parrocchia] di S. Salvatore in Zenodochio di questa Città, promette di dare la Signora Giuliana sua figlia per Legittima Consorte al Signor Giovanni Maria Anciuti figlio del Signor Antonio del Loco della Pieve del Forno di Sopra Stato Veneto, e che di presente dimora in P. R. [Porta Romana] P. [Parrocchia] di S. Satiro di Milano qui presente, e che promette di ricevere la D.a [Detta] Signora Giuliana Vanotti per sua Legittima Moglie Servata però prima la dovuta Solennità della S. Madre Chiesa, e del Sacro Concilio Tridentino. Con dote da lire Mille in denari contanti moneta di Milano dico £ 1000 Imperiali da pagarseli nell'atto che seguirà il Matrimonio, oltre la scharpa con un abito di Sposa ed altre cosse per uso d'essa Signora Giuliana per l'importanza in tutto di lire Cinquecento Imperiali, a qual effetto dovrà seguire la stima d’un perito confidente d'ambe le parti, per inserirle nell’Instromento dotale nel quale detto Signor Giovanni Maria dovrà obbligarsi per la restituzione tanto delle dette lire Mille, quanto della detta Scharpa, Vestito ed altro da stimarsi come sopra, o del loro valore sino al compimento della medesima somma in caso detta dote si debba restituire perché così. Et in oltre il Signor Giovanni Maria dovrà costituire a detta dote un augumento de lire Trecento Imperiali, qual dovrà subire l'istesso privilegio di dote, come sin d'hora per allora costituisse detto aumento di £ 300, succedendo però il Matrimonio. Che la suddetta dote di £ 1500 Imperiali compreso la Scharpa, e Vestito e come sopra si è per piena e compita satisfatione di tutto ciò che detta Signora Giuliana e detto Signor Giovanni Maria suo futuro consorte possino havere pretendere e conseguire da detto Signor Giacinto e sua Casa tanto per raggione Paterna quanto Materna in Causa di dote e suoi dipendenti ancorché potesse dirsi che le altre sorelle di detta Signora Giuliana avessero avuto, o fossero per havere, maggior dote, mentre si dichiara che detti Signori Giovanni Maria, e Giuliana debbano restar taciti e contenti della dote come sopra costituita nella suddetta somma di £ 1500 Imperiali rinunciando per tale effetto alla disposizione di qualunque lege, o statuto che parlasse in contrario, per essersi di ciò avuto particolar riguardo nel concordare e stabilire il Matrimonio salva però la Raggione alla detta Signora Giuliana e suoi figli se ne havrà per la successione nell'heredità paterna, e materna egualmente con le altre sorelle o come sarà di Raggione in caso che il Padre e la Madre di detta Signora Giuliana morissero senza far testamento. Che il presente si debba ridurre a pubblico Instromento per la sua total osservanza alla quale fra tanto l'una e l'altra parte vicendevolmente si obbliga anche sotto lite. Et in fede. Io Giacinto Vanotto affermo e prometto come sopra Io Giovanni Maria Anciuti affermo e prometto come sopra.

Ecco dunque delinearsi un primo quadro e precisarsi i contorni attorno alla figura di questo eccezionale artefice, tanto noto ed apprezzato per i suoi raffinatissimi strumenti quanto sfuggente sotto il profilo della ricostruzione biografica. In primo luogo, appare chiaro come quello di Anciuti non sia uno pseudonimo di derivazione professionale (da ancia), bensì un nome proprio, non presente a Milano in quanto originario della Carnia. Viene offerta, poi, una delle possibili ragioni del legame di Anciuti con la città di Milano, ossia il matrimonio contratto con una giovane donna milanese, Giuliana (anche nota come Giulia) Vanotti di Giacinto, oltre che un terminus ante quem dell'effettivo trasferimento di Giovanni Maria a Milano, sotto la parrocchia di S. Satiro. La consistenza stessa della dote, considerando anche l'«augumento de lire Trecento Imperiali» da parte dello stesso Anciuti, permette di formulare una prima ipotesi su quale dovesse essere il suo status sociale all'epoca del matrimonio. Una stima approssimativa del valore attuale di 1500 lire imperiali può essere ricavata rapportando tale cifra alla paga mensile di un suonatore professionista che nel primo Settecento poteva andare dalle 18 alle 24 lire mensili. Utilizzo degli indizi raccolti per avviare un piano di ricerche su Anciuti: le ricerche a Forni di Sopra Ma il dato più importante, che emerge da questo documento, è quello della provenienza di Giovanni Maria Anciuti, nativo «della Pieve del Forno di Sopra» (oggi Forni di Sopra, in provincia di Udine) nello Stato Veneto, che permette di chiarire le ragioni della presenza, quasi costante, nel marchio apposto ai suoi strumenti del leone alato di S. Marco, simbolo della Repubblica di Venezia, relativamente al quale l'ipotesi finora più accreditata era quella che Anciuti lavorasse su commissione o sotto il patrocinio della Repubblica Veneta.15 Sembra che anche l'immagine impressa sopra al nome sugli oboi d'avorio senza data di Parigi e di Londra,16 interpretata prima come la raffigurazione di un uccello, rappresenti con ogni probabilità ancora un leone.17 Il dato della provenienza, assieme all'identificazione della paternità di Giovanni Maria Anciuti, ha reso disponibili le coordinate necessarie per l'avvio della ricerca, che si sarebbe dovuta svolgere a Forni di Sopra e a Udine. Sfortunatamente, il 18 agosto del 1748 una disastrosa alluvione ha distrutto tutta la documentazione conservata fino a quella data presso l'Archivio Plebano di Forni di Sopra, che avrebbe potuto fornire a questa ricerca informazioni relative almeno al primo ventennio circa di vita di Anciuti, quasi sicuramente trascorso nel luogo natale. Oltretutto, tutti i documenti posteriori a quella data sono di relativo interesse ai fini della ricostruzione della vita e dell'attività di Anciuti che, come si vedrà più avanti, morì a Milano nel 1744. Indicazioni di carattere più generale sugli Anciuti sono emerse dal Registro dei morti conservato presso l'Archivio Plebano di Forni di Sopra, che, pur partendo dal 1748, elenca personaggi nati dal 1693 in avanti. Dall'analisi di questo registro sono emersi due ceppi di Anciuti, conosciuti oggi come Anziutti ramo Colet-Timilin e ramo Piretu, quest'ultimo riconducibile18 ai discendenti dei primi cugini di Giovanni Maria Anciuti, e non a lui stesso in quanto Giovanni Maria era l'unico figlio maschio della sua famiglia. Una visita a Forni di Sopra effettuata nel 2008 ha permesso di individuare molte delle proprietà elencate nell'inventario redatto alla morte del padre di Giovanni Maria.

 Scarica qui la ricerca completa di Francesco Carreras e Cinzia Meroni su Giovanni Maria Anciuti...



 

Monsignor Fortunato De Santa, il fornese più illustre.

Fortunato De Santa nacque a Forni di Sopra il 9 agosto 1862, da Giovan Battista ed Anna Pavoni, modesta ed esemplare famiglia della frazione di Vico.

monsignor fortunato de santa fornidisopra

La storia del Vescovo Fortunato De Santa, tratta da "Forni di Sopra" di Lodovivo Zanini:

Compiuti gli studi elementari in paese, avendo egli espresso il desiderio dì farsi sacerdote, venne avviato al seminario di Udine, dove si fece subito notare, oltre che per intelligenza e profitto, per l'indole aperta e cordiale che gli meritava la simpatia e l'amicizia di tutti. A vent'anni sospese gli studi per il servizio militare, divenne un alpino autentico, stimato e benvoluto dai commilitoni non meno che dai superiori. Ed in capo ad un triennio, tornò al suo banco in seminario. Ordinato sacerdote nel 1888, assumeva l'ufficio di cappellano del suo paese, e poi, nel 1895, quello di parroco. Così, dopo esser stato zelante cooperatore, affrontava la piena responsabilità della sua missione, che svolse con la generosa sollecitudine d'un vero padre dei suoi fedeli. Prime cure di don Fortunato: dar nuovo impulso alle confraternite già esistenti, e promuovere con ogni assiduità la formazione religiosa sia dei fanciulli sia degli adulti, giovandosi in questo d'un suo prezioso dono: la parola facile ed avvincente, piana, ma ansiosa di un bene spirituale che doveva essere luce e conforto anche nelle più comuni vicende. E questo ideale e insieme realistico modo di sentire, lo indusse a preoccuparsi della stessa vita materiale dei suoi parrocchiani, ai quali soleva parlare di forme associative che potevano promettere vantaggi per tutti e per ciascuno. Quindi, se li vide intorno collaboratori già convinti, allorché volle fondare una Cassa Rurale ed una Cooperativa di consumo; due istituzioni che, grazie alla sua competenza di amministratore, contarono in breve tra le meglio avviate della provincia. Del pari ben disposti li trovò anche in seguito, quando propose loro di stringersi in una società di mutuo soccorso, che tutti affratellasse nel concreto esercizio della carità cristiana, e desse modo altresì di istruirsi; i giovani seguendo corsi di arti e mestieri, gli altri presenziando alle serate di un circolo di cultura; due istituzioni cui egli attese con l'innata sua vocazione di educatore. A questo punto, egli dovette chiedersi se al paese poteva donare dell'altro. Si, l'onesta possibilità d'uno svago, opportuna specialmente nelle lunghe invernate. E allora, il provvido e umanissimo parroco non esitò ad accollarsi l'impegno di allevare una compagnia filodrammatica ed un corpo filarmonico: oneroso eppur grato impegno, se a taluni porgeva occasione di imbastir qualche cosa sopra una modesta scena, e ad altri di intronare il prossimo solfeggiando dinanzi a qualche rigo di musica. Tante sono le vie per tirar su un paese; e tante dovettero figurare in un suo antico programma, se per farsi curatore d'anime egli aveva anche meditato su qualche libro di pedagogia teorica e pratica. Nella buona stagione, poi, che purtroppo disperdeva tutti gli artigiani in lavori all'estero, egli poteva concedersi il sollievo delle gite in montagna; ma per andarvi alla ricerca di piante rare e di rocce fossilifere, e riportarne degli esemplari per e sue collezioni, riordinate con la diligenza ed i criteri d'un appassionato di geologia e di botanica. E fu così che professori e naturalisti di grido, capitando a villeggiare a Forni, conobbero il dotto parroco e ne sollecitarono anche la collaborazione. E sappiamo che don Fortunato coltivò relazioni di studio specialmente con Torquato Taramelli, scienziato largamente noto per le sue memorie intorno ai problemi di botanica, di geologia ed idrologia del Friuli. E come sempre, anche in queste ricerche egli colse il destro di giovare ai parrocchiani; a loro infatti destinava un manualetto di nozioni per una più redditiva coltura agricola di montagna; ed un elenco di piante medicinali, di cui annoverava 66 specie, con l'indicazione delle virtù curative e del modo di trattarle per farne medicamenti. Senonché tutto questo fervore di opere egli dovette interrompere nel 1906, quando superiori ed estimatori lo vollero alla direzione del seminario udinese. All'istituto che gli aveva dato il primo avviamento, egli recò il tesoro della sua esperienza, insieme con l'alto e puro concetto della missione alla quale appunto erano destinati i suoi giovani allievi. Quindi, egli impegnò tutte le proprie energie nel promuoverne la formazione spirituale, nel farsi loro guida ed esempio nello studio, nella pietà, nel pratico esercizio del sacro ministero. Per esser brevi diremo con mons. Trinko che Fortunato De Santa fu anche in seminario l'uomo della Provvidenza: tutto per tutti.

mon fortunato de santa forni di sopraNel 1914, Fortunato De Santa venne nominato Vescovo di Sessa Aurunca, missione che accettò con l'abituale suo spirito di umiltà, e soprattutto nel convincimento che quella era la volontà di Dio. Doveva andare incontro ad un mondo affatto nuovo, per costumi ed inveterato modo di pensare ed operare tanto diverso dal nostro. In breve, però, si venne a sapere che fin dal primo ingresso in quella diocesi, la ma parola piena di fervore, e quell'aria di santità che spirava dal suo volto, avevano fatto una grande impressione. Poi, la chiara fermezza dei propositi, l'attività instancabile e, in particolare, il fulgido esempio che dava in pubblico e in privato, avevano fatto il resto; avevano cioè, vinto ogni diffidenza, e indotto clero e popolo a rispondere con sincerità ed anche con entusiasmo alle sue apostoliche premure. In passato egli aveva già steso una scelta di sermoni in cui delineava ben chiaro — nei limiti, nella forma, nello spirito — il programma d'azione che più gli stava a cuore. Riesumò ed anche ampliò tali premesse, fornendo alla stampa un ulteriore contributo di articoli esortativi; il che valse ad apportargli nuovi e più ammirati consensi, e non senza propositi di speciali manifestazioni in suo onore. Allora egli si dette la pena di schivare ogni pubblico attestato ed ogni onorificenza che potesse, come suol dirsi, dare nell'occhio. Ma si trovò egualmente a dover declinare più d'una pressante offerta di sedi più comode, o d'un livello più elevato. Ed ai confidenti che non sapevano rendersi conto di tali dinieghi, rispondeva che, accettando, gli sarebbe parso di venir meno al mandato commessogli dal Santo Padre, che nell'inviarlo a Sesso gli aveva caldamente raccomandata quella diocesi.

 

Dopo cinque lustri di quell'infaticato lavoro, assai di rado interrotto per un breve ritorno alla pace dei suoi monti, egli si trovò esausto ed ammalò. Riavutosi d'improvviso, che parve miracolo, lo colse una ricaduta che lo portò alla fine: il 25 febbraio 1938. Una folla immensa tra cui numerosi vescovi al seguito del Cardinale Arcivescovo di Napoli intervenne alle sue esequie, che ebbero il tono e la solennità d'una glorificazione. E si disse che in quell'ora tutti ebbero la convinzione di trovarsi alla presenza delle venerate spoglie d'un santo.

Si concludeva cosi il lungo e fecondo episcopato, iniziato nel 1914, di questo illustre presule di Forni di Sopra il cui ricordo, a 80 anni dalla morte, è ancora straordinariamente vivo tra quanti ebbero la fortuna di conoscerlo.


Fortunato De Santa scoprì una primula che cresce soltanto a Forni di Sopra e dintorni...

primula wulfer

Nel duomo di Sessa Aurunca una lapide posta all'inizio della navata di destra ricorda il luogo dove riposano le spoglie di monsignor Fortunato De Santa, nato, è scritto sulla lapide, in oppidulo vulgo Forni di Sopra (nella piccola città chiamata Forni di Sopra). Monsignor De Santa, oltre che per le sue virtù di vescovo «santo e dotto», é ricordato in Campania e in Friuli per i suoi numerosi scritti (era collaboratore, tra l'altro, del Corriere del Friuli e ha lasciato numerosi volumi tra cui uno sulle origini della cattedrale di Sessa Aurunca) e per la sua attività di studioso di scienze naturali, in particola re di botanica e geologia.' In questo campo fece studi approfonditi sulle origini e sulle trasformazioni subite nei secoli dal suo paese, Forni di Sopra, e dai paesi vicini.

Nel suo libro Elenco delle piante medicinali che crescono nel territorio di Forni di Sopra (Tipografia del patronato. 1901), De Santa descrive una particolare varietà di primula da lui scoperta, la Primula Wulfeniana Schott, che cresce, unica in Italia, soltanto a Forni e dintorni. Per i suoi studi di botanica, l'umile Prè Natu (cosi i parrocchiani di Forni chiamavano affettuosamente il futuro vescovo) fu insignito della croce di cavaliere.

Area Faunistica "Parulana" a Forni di Sopra

Orari di apertura e visita:

L'area faunistica è chiusa per manutenzioni straordinarie a seguito dei danni causati dalla tempesta Vaia e dalle straordinarie nevicate dell'inverno 2021

 

L'area faunistica Parulana di Forni di Sopra  è una parentesi di habitat in cui osservare gli animali diviene possibile per tutti.

 

AREA faunistica fornidisopra dolomiti friulane

L'area faunistica di Forni di Sopra é immersa nella natura all'interno del Parco delle Dolomiti Friulane ed offre l possibilità ai visitatori di osservare nel loro ambiente naturale esemplari di lince, volpe, cervo e gufo.

«L’area faunistica Parulana – spiega Ylenia Cristofoli, presidente della Cooperativa Pavees, gestore dell'area – è un habitat all’interno del quale tutti possono osservare gli animali. Elemento indispensabile, durante la visita, è il rispetto per la fauna. Solo garantendo un comportamento idoneo, silenzioso e rispettoso, l’incontro tra uomo e animale può diventare davvero memorabile. L’osservazione non è scontata e può richiedere tempo e pazienza». L’area è stata progettata per permettere ai visitatori di osservare alcune specie faunistiche che, in natura, contano un numero esiguo di esemplari o che spesso hanno abitudini di vita notturne. Le zone dedicate agli animali hanno dimensioni adeguate e sono state realizzare per garantire un alto grado di naturalità e la possibilità, per gli animali, di ripararsi in alcuni luoghi lontani da fonti di disturbo. «Il visitatore – aggiunge  Luca  Sicuro  -  dovrà  impegnarsi  nella  ricerca  degli  animali  (meglio  munirsi  di  un binocolo), con la consapevolezza che sarà certamente gratificato dalla possibilità di osservarli in un ambiente naturale. Sarà possibile portarsi a casa incredibili emozioni, immagini che resteranno impresse nella mente e bellissime fotografie».

Due sono i percorsi didattico/educativi:

il primo (durata circa 1 ora e 30) consiste in una passeggiata “slow” all’interno dell’area mentre il secondo (durata 2 ore e 30) approfondisce gli aspetti legati alla straordinaria biodiversità del sito. L’area faunistica Parulana, di proprietà del Comune di Forni di Sopra, oggi si sviluppa su una superficie di 5 ettari all’interno del Parco delle Dolomiti Friulane, dove possono essere osservati esemplari di lince, volpe, cervo e gufo. Sono tanti i progetti di ampliamento e sviluppo, che prevedono la realizzazione di nuove zone.

L'area faunistica "Parulana" a Forni di Sopra, non è uno zoo! ma una parentesi di habitat in cui osservare gli animali diviene possibile per tutti. Nell'ambito della progettazione, è stato considerato pertanto che alla offerta materiale di animali e ambienti, si accompagni anche un'offerta didattica, che spinga a capire le specie e il loro ruolo nell'ecosistema, ma che spinga anche al rispetto per la fauna e alla consapevolezza che solo attraverso un comportamento idoneo, silenzioso e rispettoso, l'incontro tra uomo e animale diviene possibile e memorabile. Volendo educare alla natura, anche nei nostri recinti l'osservazione degli animali non è scontata, può richiedere tempo e pazienza. Si è voluto che anche nei recinti, l'animale avesse un habitat naturale che gli conservasse la libertà di non mostrarsi; una libertà che dovrebbe insegnare all'utente che l'animale non è una merce in esposizione, ma un regalo della natura. (Dr. Antonio Borgo, esperto faunista).

L'area faunistica di Forni di Sopra è stata progettata con due finalità principali. La prima è quella di far osservare al visitatore alcune specie faunistiche che, in natura, sono presenti con un numero esiguo di esemplari o che hanno abitudini di vita, spesso notturne, che non sempre si conciliano con gli orari preferiti dalla gran parte degli escursionisti. La seconda è quella di avviare dei progetti di studio di specie a rischio, anche per la reintroduzione in natura di esemplari nati in cattività.

Lince lynx lynx fornidisopra dk 33

A questo scopo i recinti che ospitano gli animali hanno dimensioni adeguate a garantire agli “ospiti” un alto grado di naturalità e la possibilità di isolarsi in aree non raggiunte da fonti di disturbo. Il visitatore quindi dovrà impegnarsi nella ricerca degli animali (meglio quindi munirsi di un binocolo), sapendo però che sarà certamente gratificato dalla possibilità di osservare un animale in un ambiente naturale e dal fatto che potrà portarsi a casa, oltre ad immagini impresse nella mente, anche delle bellissime fotografie.

Lungo i percorsi pedonali che corrono paralleli ai vari recinti sono posizionate delle bacheche didattiche dove vengono illustrate la biologia dei vari animali, le loro abitudini ed alcune curiosità che li riguardano. Naturalmente è possibile chiedere di essere accompagnati nella visita da personale preparato sia per guidare bambini e ragazzi in età scolare sia per fornire maggiori informazioni a persone adulte che volessero approfondire le loro conoscenze.

occhi del gufo reale fornidisopra

L’area faunistica “Parulana” si sviluppa oggi su una superficie di 5 ettari nel comune di Forni di Sopra, dove trovano collocazione i recinti degli animali: circa 0,5 ettari per le volpi, circa 2 ettari per i cervi, circa 1 ettaro per la lince oltre ad una voliera per i gufi reali.

Tutti i recinti sono attraversati da un ruscello naturale che garantisce l’acqua fresca corrente a tutti gli animali. Particolarità di questo ruscello sono la portata costante durante tutto l’arco dell’anno e la purezza dell’acqua certificata dalla presenza del gambero di fiume (da qui il nome “Riù dai Giambars”).

 

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 Recapiti Area Faunistica di Forni di Sopra:

tel. 0433 096296 (centro visite)
cell. 3473232130 ( Ylenia Cristofoli, Presidente Pavees Soc Coop)
Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
PAVEES SOC. COOP.
Codice Fiscale/ Partita I.V.A. 01988640304
via Sandro Pertini, 1 - 33010 Bordano (UD) -Italy

 


PHOTO GALLERY:

 

POSIZIONE DELL'AREA FAUNISTICA "PARULANA"

L'area è situata in località "Stinsans" a Forni di Sopra (all'inizio del paese per chi proviene da Tolmezzo - Udine). L'accesso all'area avviene attraverso l’edificio biglietteria, centro visite, dove è possibile ricevere informazioni relative principalmente all’area faunistica ma anche a tutte le altre strutture presenti sul territorio comunale e al Parco Naturale Dolomiti Friulane.

panoramica area faunistica Parulana

 

STORIA DELL'AREA FAUNISTICA "PARULANA":

Forni di Sopra fa parte dei Comuni che hanno aderito al Parco Naturale Dolomiti Friulane (prima si chiamava Parco Naturale Prealpi Carniche). Il Parco ha cominciato ad operare come associazione di Comuni mentre è stato istituito in maniera formale con la Legge Regionale 30 settembre 1996, n. 42. Complessivamente l’area protetta ha un’estensione di 37.000 ettari circa dei quali 4.000 circa risultano di proprietà del Comune di Forni di Sopra (area destra Tagliamento) ed è riconosciuta anche come S.I.C. – Siti di Importanza Comunitaria IT 3310001 – Dolomiti Friulane.

 

Carta tecnica area faunistica

 

Il Piano di Conservazione e Sviluppo del Parco delle Dolomiti Friulane, approvato con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 0583 del 16 novembre 1990, ha previsto la realizzazione dell'area faunistica in località Parulana, e come tale è individuata dal vigente Piano Regolatore Comunale di Forni di Sopra.

Il progetto del’Area faunistica ha come scopo l’ampliamento in maniera “qualitativa” l’offerta turistico/ricreativa e didattica proposta da Forni di Sopra, mediante un percorso naturalistico in mezzo ad alcuni degli animali presenti sull’arco alpino : cervo, lince, volpe, rapaci diurni e notturni, tetraonidi, orso.

La scelta del sito deriva da una lunga indagine che i tecnici faunistici dott. Franco Perco e dott. Fabio Perco hanno condotto in sede di redazione del Piano di Conservazione e Sviluppo del Parco. Tale scelta è derivata sostanzialmente dalle caratteristiche proprie dell’area (morfologia, esposizione, copertura boscata, presenza di acqua, ecc.) unite alla sua estensione (oltre 10 ettari) e alla sua vicinanza alla viabilità principale (S.S. n. 52 “Carnica”): l’intento era quello di assicurare strutture idonee ad una permanenza “di qualità” per gli animali ospitati e una grande “visibilità” del complesso verso la potenziale utenza.

 

area faunistica percorsi
 

PROGETTO DELL'AREA:

L’area faunistica “Parulana”, struttura di preparco prevista dal P.C.S. del Parco Naturale Dolomiti Friulane, è stata realizzata nel periodo 2013/2015 attingendo a fondi europei della misura “POR FESR 2007-2013- 2.1.a - Valorizzazione patrimonio naturale” integrati da fondi propri di bilancio del Comune di Forni di Sopra.

L’area faunistica comprende una viabilità interna sia lungo il perimetro esterno sia lungo il perimetro di ogni singolo recinto. Tale viabilità, dotata di punti di osservazione e di riposo, è utilizzata sia dell’utenza, durante l’orario di apertura della struttura al pubblico, sia dagli addetti alla gestione, per il controllo e la manutenzione dei recinti, per l’alimentazione degli animali, per la vigilanza. Tutta l’area è opportunamente attrezzata con cartellonistica esplicativa realizzata con strutture in legno e pannelli illustrativi in tre lingue (italiano - inglese - tedesco). Le aree destinate agli animali sono integrate di strutture in legno adibite a mangiatoie, pedane di stazionamento e ricoveri notturni.
L’area comprende un  un edificio per servizi (ingresso/biglietteria, bar, servizi igienici, ecc.) avente le caratteristiche tipiche dell’edilizia locale: struttura in legno, copertura in scandole di legno, serramenti in legno. Questa bio-costruzione è stata costruita con il coinvolgimento della “Filiera corta dell’Abete Bianco”, è indipendente dal punto di vista energetico grazie ad una elevata qualità dell’isolamento termico, una caldaia a biomassa ed un impianto fotovoltaico grazie al quale sarà possibile alimentare anche la rete di illuminazione pubblica del parcheggio attiguo all’area.

 

area faunistica fabbricato

 

PROGETTO FAUNISTICO: Dr. Antonio Borgo

L'area faunistica Parulana è vista, e viene proposta, non come un giardino zoologico, del quale non ha le finalità, ma come una parentesi di habitat in cui osservare gli animali diviene possibile per tutti. Nell'ambito della progettazione, è stato considerato pertanto che alla offerta materiale di animali e ambienti, si accompagni anche un'offerta didattica, che spinga a capire le specie e il loro ruolo nell'ecosistema, ma che spinga anche al rispetto per la fauna e alla consapevolezza che solo attraverso un comportamento idoneo, silenzioso e rispettoso, l'incontro tra uomo e animale diviene possibile e memorabile. Volendo educare alla natura, anche nei nostri recinti l'osservazione degli animali non è scontata, può richiedere tempo e pazienza. Si è voluto che anche nei recinti, l'animale avesse un habitat naturale che gli conservasse la libertà di non mostrarsi; una libertà che dovrebbe insegnare all'utente che l'animale non è una merce in esposizione, ma un regalo della natura.

 

mimetismo della lince

 

All'area Faunistica di Forni di Sopra si accede attraverso il fabbricato adibito a ingresso/biglietteria, bar, servizi igienici. L'edificio è stato costruito dall'azienda Legnolandia secondo le caratteristiche tipiche dell’edilizia locale: struttura in legno, copertura in scandole di legno, serramenti in legno. Questa bio-costruzione è stata costruita con il coinvolgimento della "Filiera Corta per la valorizzazione dell'Abete Bianco certificato PEFC", è indipendente dal punto di vista energetico grazie ad una elevata qualità dell’isolamento termico, una caldaia a biomassa ed un impianto fotovoltaico grazie al quale sarà possibile alimentare anche la rete di illuminazione pubblica del parcheggio attiguo all’area. Il legname utilizzato è stato ricavato a km. "zero" da foreste a prelievo controllato un valore aggiunto per l'ambiente.

 

progetto filiera legno fvg

Guarda il video per tutti i dettagli del progetto:

Area faunistica Parulana di Forni di Sopra

Non é uno zoo ma un Wild Life Park

Due piccoli bambi, nati a inizio giugno, che giocano e corrono liberi sui prati. È questa la visione cui è possibile assistere nell’area faunistica Parulana di Forni di Sopra. Quello gestito da quest’anno dalla cooperative Pavees è infatti un wild life park: non uno zoo, ma un’area in cui gli animali vivono liberamente.  “È un modello molto diffuso nel resto dell’arco alpino, ma da noi ancora poco conosciuto – spiega la presidente Ylenia Cristofoli – gli animali non sono in ‘vetrina’, ma vanno cercati nel bosco e nelle radure. È però facile vederli e quando questo succede è una emozione molto gratificante perché sono nel loro ambiente naturale”.

lince forni di sopra

Ecco, quindi, che a occhio nudo o con un cannocchiale è possibile osservare la lince, la volpe, il gufo oppure il cervo. Un’esperienza alla portata di adulti e soprattutto di bambini.
“In primavera – continua Cristofoli – l’area è stata molto frequentata dalle scolaresche, molte delle quali soggiornavano a Forni di Sopra per la classica settimana bianca o verde. Con giugno, poi, sono arrivati in vallata molti turisti da fuori regione, per un semplice week-end o per una settimana intera, che ci hanno fatto visita. Per tutto luglio, inoltre, abbiamo un sacco di prenotazioni da parte di centri estivi, anche dalla pianura, a cui proponiamo attività originali come la visita in modalità orienteering”.

gufo reale forni di sopra

L’area faunistica, aperta nel periodo estivo da martedì a domenica dalle 11 alle 18, è dotata di un punto di ristoro, ma è possibile anche consumare un pic-nic nella zona appositamente attrezzata. Visto il successo dell’iniziativa, nei programmi di Comune e cooperativa c’è già il suo raddoppio. “L’amministrazione locale intende acquisire altri cinque ettari – conclude Cristofoli – portando così l’area a complessivi dieci. Questo ci consentirà di sviluppare nuove attività molto interessanti”.

Da: Il Friuli

 

AREA FAUNISTICA FORNI DI SOPRA - scoprila qui!

 

 

PRO LOCO FORNI DI SOPRA

La Pro Loco di Forni di Sopra organizza eventi culturali, gastronomici e promozionali nella Perla delle Dolomiti Friulane

I principali eventi organizzati dalla Pro Loco di Forni di Sopra sono la Festa delle Erbe di primavera, la Festa dei Funghi e la Rievocazione storica medievale oltre a feste, mostre, worshop, animazioni e supporto alle altre associazioni di volontariato fornesi.

 

festa delle erbe Forni di Sopra

 

LOGO PRO LOCO FORNI DI SOPRA

La Pro Loco di Forni di Sopra è presieduta da Donatella Da Rin Chiantre

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 VIDEO FESTA DELLE ERBE FORNI DI SOPRA:

 

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I MURALES DI MARINO SPADAVECCHIA

Oltre cinquanta murales del maestro Marino Spadavecchia sono visibili percorrendo le vie di Forni di Sopra, opere di un “pittore cantastorie” che ha usato il pennello e i bianchi muri delle case come tele.

 

murales marino spadavecchia forni di sopra

 

CHI ERA IL MAESTRO MARINO SPADAVECCHIA?
Marino Spadavecchia (1909-2004) nacque a Bergamo, da madre lombarda e padre pugliese. Frequentò le scuole a Trieste e Monfalcone e si diplomò all’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Il desiderio di conoscere lo portò a girare il mondo. Nel 1948 arrivò in America Latina dove fu colpito, come amava raccontare, «dalla sindrome della parete bianca».

In Perù istituì la cattedra di disegno all'Università di Lima, che diresse per 10 anni, e fondò l’Accademia delle Belle Arti di Huánuco.

 

Nella foto Marino Spadavecchia con la moglie Jolanda

Marino Spadavecchia, in America Latina, apprese l’arte dei murales che tanto lo aveva affascinato e proprio in Perù ne realizzò diversi, ispirati da scene di vita contadina e di guerra. Progettò e realizzò anche vari monumenti.

Rientrato in Italia, nel 1973 decise con la moglie Jolanda di stabilirsi in montagna e scelse proprio Forni di Sopra, memore di una gita di gioventù di cui aveva conservato i ricordi. L’amore per la località e la sua gente lo portò a realizzare una serie di murales che rappresentano scene di vita dei montanari: la partenza dell’emigrante, i boscaioli, gli scalpellini, i casari, le feste di paese, i fiori e gli animali di montagna.

Scoprire i murales di Marino Spadavecchia equivale a conoscere l’artista e comprendere come si svolgeva, ed in certi versi si svolge tutt’ora, la vita in questa comunità alpina.

Gli oltre cinquanta murales di Marino Spadavecchia sono visibili percorrendo le vie ed il circondario di Forni di Sopra.

murales marino spadavecchia forni di sopra

murales marino spadavecchia forni di sopra

 

Il Comune di Forni di Sopra con la collaborazione di Promoturismo FVG e volontari hanno intrapreso un progetto di conservazione e rilancio di questo artista e delle sue opere attraverso diverse iniziative.

Durante le stagioni turistiche vengono organizzate gite guidate alla scoperta dei vari murales lungo le vie di Forni di Sopra.

 

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Chiedi informazioni per le visite guidate ai Murales di Marino Spadavecchia

PromoTurismoFVG
Via Cadore, 1
I - 33024 Forni di Sopra (UD)
tel. +39 0433 886767
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murales di spadavecchia forni di sopra 

murales marino spadavecchia forni di sopra murales marino spadavecchia forni di sopra

 

 

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