La Famiglia De Santa, proprietaria dell'azienda Legnolandia di Forni di Sopra acquisita l'ex Stratex di Sutrio e completa la filiera del legno.

Gli imprenditori friulani hanno deciso di scommettere ancora una volta su se stessi, sulla Carnia e sul legno dei boschi della montagna friulana e fondano l'Eurostratex

marino giovanni de santa legnolandia fornidisopra

I proprietari di Legnolandia, l'azienda di Fornese che produce arredi per esterno, parchi gioco e costruzioni in legno, nonostante l'anno difficile, hanno dato vita a Euxostratex, newco che ha rilevato l'ex stabilimento Stratex di Sutrio completando così, con la produzione di travi lamellari e pareti a telaio, la propria filiera, che oggi va dal bosco al prodotto finito, conta su 55 dipendenti totali e tre stabilimenti (a Forni di Sopra, Villa Santina e Sutrio).

Da un lato gli ampi spazi di crescita nel settore della bioedilizia, dall'altro la messa in vendita dell'ex Stratex da parte del gruppo torinese Bodino, che l'aveva acquisita tre anni fa, hanno permesso di mettere a segno l'investimento: «Il rischio che a comprare fossero competitor austriaci o trentini, magari solo con l'obiettivo di chiudere eliminando un concorrente, ci ha spinti ad avviare un'intensa trattativa per l'acquisizione» comunica il presidente Giovanni De Santa, affiancato dal padre Marino nel ruolo di A.D. «L'abbiamo finalizzata ad agosto e oggi a Sutrio impieghiamo 15 persone, ma l'obiettivo, a 6-8 mesi, è di raddoppiare l'occupazione».

Lo stabilimentoEurostratex di Sutrio:

eurostratex sutrio strutture in legno

La storia imprenditoriale della famiglia De Santa affonda le radici indietro nel tempo fino al 1830. Quest'anno sono dunque 190 anni di attività, celebrati con la nascita della nuova impresa Eurostratex sorella di Legnolandia.
De Santa chiude il 2020 come «un anno positivo, nonostante le limitazioni. Avremo, forse, un lieve calo di fatturato derivato dal breve fermo del lockdown, durato due settimane in produzione e sei nei cantieri». Nel 2019, Legnolandia ha fatturato quasi 6 milioni di euro, realizzati al 70% in Italia e al 30% all'estero, mercato sul quale l'azienda punta molto, come dimostrano le tante attività messe in campo proprio in funzione dei mercati oltre confine: dai cataloghi in 6 lingue alle comunicazioni mirate. Molte le commesse di prestigio, come quella in corso per l'Expo di Dubai e come la Radura della Memoria realizzata su progetto dell'archistar Stefano Boeri sotto il ponte di Genova. Punto di forza dell'impresa è l'origine della materia prima, che in origine era scandinava e oggi invece all'80% è locale. Target che i De Santa vogliono portare ora anche in Eurostratex dove però sono necessari investimenti in tecnologia, da realizzarsi possibilmente con il sostegno della Regione, da sempre sensibile al tema, non ultimo perché far crescere la filiera bosco legno significa far crescere a cascata lavorazioni, indotto e occupazione. «Puntiamo a modernizzare gli impianti nel segno di una maggiore efficenza, resa a metro cubo e flessibilità della produzione che il mercato vuole sempre più personalizzata» fa sapere ancora l'imprenditore. A questo si aggiunga come detto la valorizzazione del legno locale, petrolio sotto i piedi della Carnia che da anni – fatta salva l'esperienza positiva di Legnolandia la nostra montagna sottoutilizza. «Quello che viene prelevato finisce per lo più in Austria, pagato 4 soldi, senza lasciare nulla al territorio. Con Legnolandia prima e ora anche con Eurostratex vogliamo cambiare le carte in tavola – conclude De Santa - . Basti un dato: il legno venduto in tronchi vale al nostro territorio 50 euro al metro cubo, che diventano 600 euro se trasformato in lamellare».

 Lo stabilimento Legnolandia a Forni di Sopra:

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