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Castello di Sacuidic

Vista al sito archeologico

castello di sacuidic

I  resti  del  castello  di  Sacuidic,  sito  nel  territorio  comunale  di  Forni  di  Sopra,  in  provincia  di Udine, sorgono in prossimità dell'antica strada e guado sul fiume Tagliamento che per molti secoli hanno permesso il passaggio di truppe, carovane di merci e pellegrini dall'Adriatico verso i Paesi del Nord Europa attraverso il passo della Mauria.
La  visita  al  castello,  con  il  racconto  storico  delle  gesta  e  dei  segreti  dei  suoi  fondatori,  é un'esperienza  avventurosa  ed  emozionante  per  grandi  e  piccoli  e  rappresenta  la  meta  ideale  per trascorrere una giornata estiva culturalmente impegnata e divertente.
Il  castello  è  una  meta  amata  da  scuole  e  visitatori  di  ogni  tipo ed è facilmente raggiungibile dal centro di Forni di Sopra attraverso una piacevole passeggiata.

Un sistema di cartelli informativi spiega al visitatore la portata degli scavi, le varie fasi dell'insediamento del castello, come si viveva a quel tempo e le varie operazioni che sono state effettuate per il recupero del sito. Dopo un primo intervento, effettuato con sistemi dell'epoca, oggi arcaici, di  che scavò la zona nel 1891, oggi le vestigia del castello hanno rivisto la luce.


STORIA DEL CASTELLO DI SACUIDIC:

Il castello è stato datato attorno alla fine del XII secolo, quando fu stato distrutto da un violento incendio. Un atto voluto probabilmente dai Savorgnani, che nel 1326 acquisirono la proprietà dei Forni Savorgnani (attualmente Forni di Sopra e Forni di Sotto), per porre fine ad una attività clandestina. Fra i reperti salvatisi dall'incendio sono state rilevati diversi lingotti e cerchi di metallo utilizzati per coniare monete false. Con la distruzione della zecca clandestina, si è conclusa pure la vita del maniero. Fra i resti però sono stati trovati alcuni reperti, bicchieri di vetro, rari all'epoca, punte di frecce da guerra e venatorie, una corazza ed altri oggetti di valore, che inducono a pensare ad una precipitosa fuga da parte dei falsificatori che abitavano il castello stesso.

Sacuidic ai suoi tempi doveva indurre terrore nella gente locale: dovrebbe significare, dallo sloveno “Za Hulicu”, luogo del diavolo (Cià dal diaul in fornese), oppure più semplicemente luogo di vedetta (dal latino “sacculus vidi”) in quanto si trova su uno sperone roccioso che sovrasta il fiume Tagliamento all’imbocco del torrente Ruodia.


RECUPERI ARCHEOLOGICI:

Nel 1891 Alexander Wolf esplorò e scavò nei ruderi del castello medievale recuperando parecchi reperti. Sebbene definita sommaria, l'esplorazione del Wolf ha permesso di recuperare il maniero, che nel frattempo aveva continuato a deteriorarsi.
Nel 1999, il Comune di Forni di Sopra ha inserito la località di Sacuidic come "Sito di interesse archeologico".
Nel 2002 si è realizzata di una pista forestale per raggiungere il sito.
Nel 2004 tutti i proprietari hanno favorito l'acquisto dei terreni a completamento dell'iter burocratico e si è ottenuta la prima concessione per gli scavi archeologici.
Nel 2005 si è ottenuta la seconda concessione e sono così iniziate le campagne scavi curate dall’università di Venezia sotto la direzione dell’Architetto Fabio Piuzzi con il duplice obiettivo della ricerca e del consolidamento dei reperti murari già messi in luce. Le campagne scavi si sono protratte per alcuni anni. Nei lavori sono stati coinvolti gli studenti universitari ed i volontari fornesi di del gruppo “For da Difiendi” diretti da Alfio Anziutti, per la disponibilità e l’entusiasmo di tutti e per l’ormai rara competenza artigianale di alcuni nel lavorare, con la perizia e la manualità della tradizione fornese, la pietra locale.

recupero castello di sacuidic

Un recupero di un centro archeologico, ma che oltre ad avere valenze storiche (si tratta di un castello distrutto da un incendio probabilmente appiccato dai soldati del Savorgnan che nel 1336 presero possesso dei Forni Savorgnani), si trova in un contesto di visite che aumentano la qualità e la quantità dell'offerta turistica del centro dolomitico carnico. Dopo 4 anni di scavi, recuperato al 75% (mancano le parti che sicuramente erano edificate in legno, ma di cui non si hanno notizie certe) manca ancora un'ultima opera: mettere in un quaderno quanto rilevato: lavoro che si effettuerà per il prossimo anno, ora l'antico maniero, "unico castello feudale della Carnia" in quanto non successivamente modificato, afferma il direttore degli scavi, l'architetto Fabio Piuzzi, si erge maestoso su uno sperone roccioso sito a 865 metri di quota a sud est della frazione di Andrazza, su rilievi prospicienti al fiume Tagliamento. Si presume che Saquidic fosse un castello che poteva ospitare una ventina di persone: cinque, sei di origine nobile, feudatari o capitani dei signori di Nonta di Socchieve, e una quindicina di armigeri o servi, eretto fra il XII e XIV secolo, dove, negli ultimi tempi, si svolgeva anche una lucrosa attività di zecca clandestina. Fra i reperti venuti alla luce, conservati dopo essere stati sottoposti ad opera di restauro, alcuni lingotti di rame e tondelli monetali senza conio, che servivano appunto per battere moneta falsa.

Nel 2008 è stato pubblicato il libro: "SACQUIDICH PRESSO FORNI SUPERIORE" degli autori Autore: Sauro Gelichi, Fabio Piuzzi, Alessandra Cianciosi.
Il volume costituisce la prima pubblicazione relativa ad un progetto di ricerca sull’archeologia dell’alta valle del Tagliamento. I dati emersi dallo scavo hanno evidenziato la breve durata dell’arco di vita del castello (fine XII?-terzo quarto del XIII secolo) e la sua caratteristica di struttura inizialmente militare e successivamente militare/residenziale. Nella fase finale del sito è stata riscontrata la presenza di una attività di contraffazione monetaria cessata con l’incendio, forse doloso, che decretò la fine del castello.

La presenza di resti archeologici del castello di Sacuidic, rappresenta una risorsa, un'occasione per lo sviluppo del turismo culturale, un'offerta in più agli ospiti di Forni, che possono godere di una felice sintesi di bellezze ambientali e reperti archeologici.

Informazioni sulle visite castello di Sacuidic

 

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