AFDS FORNI DI SOPRA, concerto con tre fisarmonicisti
Ideata dal giovane fornese Andrea Nassivera, neo donatore e studente di Fisarmonica, il concerto ha anche sensibilizzato gli spettatori sull’importanza del dono del sangue.
Il 22 agosto si è svolto a Forni di Sopra, nella Chiesa parrocchiale “Santa Maria Assunta”, un particolare concerto, organizzato dall’A.F.D.S. sezione di Forni di Sopra, dedicato alla fisarmonica classica e al dono del sangue. Il programma proposto dai tre musicisti, Andrea Nassivera, Diego Borghese e il professor Adolfo Del Cont, spaziava dalla musica organistica e clavicembalistica barocca, con autori come Johann Sebastian Bach, Johann Pachelbel o Domenico Scarlatti, fino ad arrivare ad autori contemporanei e tuttora viventi, ad esempio il russo Viatcheslav Semyonov e il finlandese Petri Makkonen. Il concerto è stato inoltre introdotto da un breve discorso riflessivo redatto da Herbert Caposassi, rappresentante della locale sezione dei donatori di sangue, incentrato sull’importanza del dono in questi tempi particolari in cui il dono del sangue e del plasma sono di fondamentale importanza.
L’ideatore di tale iniziativa è Andrea Nassivera, neo donatore di sangue, studente di fisarmonica classica al Conservatorio Statale di musica “Jacopo Tomadini” di Udine, sotto la guida del M° Adolfo Del Cont, e diplomato al Liceo Artistico “Giovanni Sello” di Udine in Design Industriale con il massimo dei voti. Come Andrea ha affermato, l’iniziativa di realizzare questo concerto è nata con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico ad adottare un nuovo approccio all’ascolto di questo strumento, troppe volte etichettato come “popolare”, ma che in realtà possiede infinite potenzialità espressive.
GRAVITY PARK FORNI DI SOPRA, adrenalina per gli amanti della discesa in MTB
Novità estate 2020: a Forni di Sopra c'è un grande Gravity Bike Park tutto naturale! si tratta di una rete di percorsi per la pratica di alcune specialità della Mountain Bike in particolare la Down Hill e l’Enduro.
La Down Hill Bike non è uno sport per tutti, serve molta esperienza e preparazione fisica, ma per gli amanti di questa disciplina il Gravity park à una vera attrazione.
IL GRAVITY BIKE PARK DI FORNI DI SOPRA consente la risalita in seggiovia (oppure in E-Bike) e la discesa attraverso piste forestali, sentieri e percosi tracciati per la Down Hill Bike.
Il Gravity Park di Forni di Sopra si trova nella Ski Area dei Varmost, servita dalle seggiovie di Promoturismo FVG. Il punto di partenza si trova in località "Santaviela" in fondo alle seggiovie del Varmost. GUARDA IL VIDEO:
Dal comprensorio del Varmost si dirama una ampia rete di sentieri: alcuni portano alle malghe, altri portano alle cime panoramiche ed alcuni, dedicati esclusivamente alle MTB, portano a valle. Proprio questi sentieri negli ultimi hanno hanno suscitato l’interesse di bikers appassionati delle discese riportando a Forni di Sopra la tradizione della Down Hill che negli anni 90 ha visto l’organizzazione di vari Campionati Italiani. Dalla malga Varmost, situata a 1750 metri di quota, parte una discesa lunghissima su un dislivello di 900 metri (solo per esperti). Il terreno misto percorre inizialmente alcuni tratti in prato e pista ghiaiosa per poi entrare nel bosco di "Ridona" con due piste molto avvincenti che riportano i discesisti al punto di partenza delle seggiovie.
L'offerta di Promoturismo FVG comprende uno SPECIALE ABBONAMENTO “Giornaliero Sport”, un biglietto nominativo valido per l’intera giornata di emissione, al costo di 18 euro, pensato per chi pratica Mountain Bike e vuole accedere al Gravity Park di Forni di Sopra. Ma non solo, l'abbonamento è valido anche per gli altri sport come il volo libero (deltaplano e parapendio) e consente più risalite nell’arco della stessa giornata.
La pista di sci nordico di Forni di Sopra affianca i primi chilometri di vita del fiume Tagliamento, considerato uno degli ultimi fiumi naturali in Europa.
Il valore paesaggistico dell'anello di fondo si arricchisce della presenza del fiume che, con le sue acque limpide e saltellanti, crea un'atmosfera magica fatta di suoni e natura selvaggia, lontano da traffico e folla. Non a caso l'anello di sci nordico di Forni di Sopra è denominato "Tagliamento"
La pista è lunga 13 Km e presenta numerose varianti che offrono percorsi adatti a tutti i tipi di sciatori, sia amatoriali che sportivi avanzati.
La pista è gestita dalla Società Sportiva Fornese in collaborazione con il Comune di Forni di Sopra e PromoturismoFVG. Viene battuta tutti i giorni per offrire un binario perfetto per gli amanti della tecnica classica ed un fondo liscio e stabile per gli appassionati dello "skating"
Il Fiume Tagliamento nasce poco a nord ovest dell'abitato di Forni di Sopra ed è considerato l'ultimo grande fiume dell’Europa centrale che ancora scorre liberamente. Il suo greto ghiaioso può essere visto addirittura dal satellite e disegna, lungo il Friuli dalle Dolomiti al mare, un vero e proprio corridoio per gli uccelli in migrazione.
Sono stato spettatore di migliaia di film, dischi, libri e musei, ma non ho mai trovato una risposta, anzi, vedevo la mia vita scorrere senza esserne protagonista. Per arrivare a Forni di Sopra sono passato dal Gran Sasso, ho spillato l'equivalente del lago di Sauris in birra, ho dormito in tenda tra lupi e grizzly e ho oltrepassato di 200 km il circolo polare artico, fino a raggiungere l'oceano.
Sono nato e cresciuto a Roma dove ogni singola pietra ha una storia incredibile da raccontare, dove il cuore si riempie di meraviglia camminando tra Chiese e musei che hanno educato i miei occhi alla bellezza e dissetato la mia curiosità. La mia formazione professionale la devo al tempio della birra artigianale (Open Baladin) collaborando e rafforzando l'amicizia con Marco, nuovo gestore e cuoco del rifugio Giaf. Seguendo la mia irrefrenabile curiosità ho iniziato a viaggiare, zaino in spalla, verso il nord del mondo, lungo la costa settentrionale dell'isola di Vancouver, così come nelle foreste pluviali dell'arcipelago della Regina Carlotta, sotto ai ghiacciai dello Yukon e attraverso le distese della Tundra canadese fino al Mar Glaciale Artico nei Territori del Nordovest.
Le montagne e la natura mi hanno dato la possibilità di conoscere me stesso, sempre in cerca di qualcosa che mi facesse sentire vivo e ho imparato che i miei compagni di viaggio erano la cosa più preziosa dell'avventura.
Insieme a loro ho esplorato grotte inviolate in Italia ed Albania ma al termine di ogni viaggio tornavo nella capitale con il cuore pieno di "mal d'avventura". Non potendo tradire me stesso, ho deciso di lasciare il gorgo della vita cittadina per seguire le mie passioni e mi sono innamorato immediatamente del territorio di Forni di Sopra, che mi dà ogni giorno la possibilità di scoprire la bellezza selvaggia delle Dolomiti Friulane. Ho legato con il paese spillando birra al birrificio artigianale Foglie D'Erba, dissetando fornesi e migliaia di turisti. Qui ho conosciuto i miei nuovi amici, tra cui Tommaso Lizzi, la cui affinità è stata immediata per i numerosi viaggi in comune e per il desiderio di vivere e lavorare in mezzo alla natura.
Insieme a Marco e Tommaso è iniziata questa nuova avventura che mira a condividere e custodire la bellezza di questi luoghi, offrire una cucina genuina e fare dell'accoglienza il centro del nostro lavoro. Gestire un rifugio mi dà la possibilità di condividere quella bellezza che ho sempre cercato nella vita, di accogliere viaggiatori e appassionati di montagna. Il desiderio è che il rifugio non sia solo un luogo di passaggio e quindi vorremmo proporre corsi e workshop di varie discipline per far vivere un esperienza formativa in un luogo unico. Credo che vivere a lungo questi luoghi sia il solo modo per coglierne l'essenza. Non vi chiedo di lasciare la città come me, ma vi auguro di visitare uno dei luoghi più incantevoli e meno antropizzati dell'arco alpino. Veniteci a trovare nel Rifugio Giaf, saremo felici di ospitarvi e bere una buona birra insieme a voi.
Marco Politi, 38 anni, si presenta:
Cucinare in mezzo alla natura non è solo regalarsi una cornice estetica. Non si tratta di evadere da qualcosa, di fuggire dallo stress e dal caos o, peggio, di un eremitaggio in salsa “pop”, ma di immergersi nella più potente fonte di ispirazione per un essere umano. E' un privilegio per un cuoco varcare la soglia della cucina e poter volgere lo sguardo sulle cime dolomitiche, o fare pausa attingendo ai profumi e ai suoni dalle distese boschive che circondano il rifugio Giaf. Non trovo condizioni migliori per esprimere il meglio di sé nel mio lavoro.
Dopo essermi laureato in filosofia, ho intrapreso la via culinaria lavorando in alcune realtà ristorative romane dove ho avuto la fortuna di conoscere veri e propri maestri, quasi tutti pazzi. Se dovessi trarre una sintesi direi che ciò che mi ha formato è capire l'importanza in cucina della “semplicità come risultato finale”, della naturalità degli ingredienti e, sopratutto, del tipo di attenzione che si dà alle cose. A volte noi cuochi ci facciamo prendere dall'ansia della tecnica perfetta ma la tecnica non è tutto. Si impara tantissimo traendo suggestioni da una chiacchierata con un coltivatore o un allevatore che svolge con amore il proprio mestiere. E un piatto che nasce da questo tipo di incontri deve essere “ruvido” e l'imperfezione sarà la sua dote estetica. A maggior ragione quando viene servito in un rifugio. Centrale nella mia esperienza lavorativa è stato l'Open Baladin di Roma, dove ho guidato la cucina per cinque anni. Qui ho conosciuto il mio caro amico Alessandro. É stato lui ad introdurmi alla meravigliosa realtà di Forni e a presentarmi Tommaso col quale l'amicizia e l'intesa sono state immediate. Ancora all'Open ho imparato quanto è importante il fattore umano nel lavoro. La risata tra colleghi. era l'ingrediente numero uno. Eravamo molto bravi a creare quel clima di leggerezza a cui molto spesso i clienti partecipavano volentieri. Non c'è modo più entusiasmante di lavorare che divertendosi. E su questo, Tommaso, Alessandro ed io siamo perfettamente allineati. L'idea di cucina che porterò al Giaf si inserirà nel senso più ampio di “ristoro”. Un rifugio è un luogo al tempo stesso di riposo, condivisione, pausa . Per alcuni è una tappa, per altri è la meta della giornata, per altri ancora un'occasione d'incontro o una meravigliosa scoperta. Per tutti è il punto d'arrivo di una camminata più o meno lunga. La cosa fondamentale per ognuno in un contesto del genere è sentirsi a proprio agio. Come cuoco mi pongo l'unico proposito di accompagnare con una cucina semplice e sana il vivace confronto a tavola di escursionisti di fronte a una mappa, oppure il pranzo di fine settimana della famiglia in vacanza, la pausa della coppia in moto “on the road” alla ricerca di posti unici o il convivio goliardico del gruppo di amici. La domanda al centro della mia attività sarà: “che tipo di esperienza si aspetta di fare chi viene qui?” e cercare di rispondere con un pranzo che avrà da ricordare ancora a lungo. Il mio lavoro sarà ispirato ad una esplorazione continua delle ricchezze gastronomiche locali. I classici saranno immancabili. Penso al ragù, al bollito ai brasati di carni rosse, alle polente ecc. Ma quando si dice montagna si dice selvaggina; grazie alla macelleria Clerici di Forni di Sopra, nel menù non mancheranno piatti di lepre, cinghiale, cervo, capriolo, marinati, speziati o in salmì, preparati. Il repertorio di ricette offerto dalla tradizione è infinito e porterò in dote a Forni qualche piatto proveniente dalla tradizione romana e delle montagne centro-italiane. Per i nostri primi utilizzeremo solo pasta fresca, acqua e farina di semola, e fatta in casa. Una delle cose che mi fa letteralmente scivolare via tutti i pensieri è lavorare gli impasti con le mie stesse mani. Sarà forse perché sono cresciuto scorrazzando nel forno di mio padre, sta di fatto che è così. Abbiamo già preso contatti col molino Persello, una vivace realtà locale che lavora grani e mais friulani. per quest'estate abbiamo in mente eventi nel fine settimana con cadenza regolare nei periodi di punta e sono sicuro che sapremo creare quell'atmosfera degna di un rifugio situato nel gruppo montuoso tra i più belli al mondo.
Al Rifugio Giaf con Alessandro e Marco, troverete la Guida Tommaso Lizzi,leggi qui...
Il Rifugio Giaf è situato a quota 1400 m. sul versante nord-est dei Monfalconi e Monte Cridola, le guglie più belle delle Dolomiti Friulane e D'Oltre Piave. L’ambiente è tipicamente dolomitico con cime frastagliatissime ed arditi torrioni dalle pareti nude e lisce che contrastano con il verde dei boschi situati sui più dolci versanti alla loro base. Leggi di più sul Rifugio Giaf...
Tommaso, Alessandro e Marco vi accoglieranno prima possibile al Rifugio Giaf. 🍀
IN VOLO SULLE GUGLIE DELLE DOLOMITI FRIULANE
Cortometraggio Cacciatori di Guglie
Un filo conduttore sembra collegare il destino di guglie e pinnacoli dolomitici a quello del nostro pianeta: tutti in equilibrio, ma anche in pericolo sotto l'insidia delle mutazioni climatiche. Il video racconta in sintesi l'attività di ricerca dei più suggestivi pinnacoli delle Dolomiti Friulane.
Conosciamo i nuovi gestori del Rifugio Giaf, nelle Dolomiti Friulane, a Forni di Sopra.
Il Rifugio Giaf si trova a Forni di Sopra in provincia di Udine, di proprietà comunale, è dato in gestione alla locale Sezione del Club Alpino Italiano.
Il nuovo bando per la gestione del rifugio ha visto moltissime richieste e si è concluso con l'assegnazione alla società diretta dalla Guida Tommaso Lizzi, ragazzo di origini fornesi rientrato nel suo paese dopo anni di avventure in giro per il mondo. Con lui ci saranno Alessandro Puntoriero e Marco Politi, altri due giovani appassionati di montagna di cui vi parliamo in 👉 questo articolo a loro dedicato.
La nuova gestione subentra ad Antonietta Spizzo e Dario Masarotti che hanno condotto il rifugio dal 2011 al 2019.
Ora conosciamo meglio Tommaso Lizzi, l'accompagnatore di media montagna di Forni di Sopra
Dopo alcune mirabolanti avventure dalla Nuova Zelanda all’ Alaska il nostro Tommaso Lizzi, di buon sangue Fornese, ha deciso di tornare in patria e di stabilirsi tra i suoi amati monti Dolomitici. Partito nel 2012 (per un viaggio in giro per il mondo durato quasi 6 anni) ha vissuto per un anno e mezzo in Nuova Zelanda, dove tra le piantagioni di Kiwi ha conosciuto Elisa, che è da poco diventata sua moglie, e in 4 mesi ha attraversato completamente, e a piedi, entrambe le isole che compongono la nazione, un’ avventura di oltre 3200 km, attraverso enormi foreste, spiagge senza fine, fiumi impetuosi e montagne da sogno. Ultimata quest’avventura si è spostato in Australia dove ha lavorato e vissuto per 2 anni. Piantagioni di zucche e angurie di un estensione pari a mezzo Friuli, mai una goccia di pioggia per oltre sei 6 mesi, coccodrilli e serpenti non l’hanno impensierito più di tanto; dicono che in Australia tutto ti può uccidere, lui ci assicura che non è vero: “è talmente grande l’ Australia che difficilmente ti capita di imbatterti in animali pericolosi, soprattutto se stai in città. Io ho vissuto sempre in piccoli paesini e ne ho visti tantissimi di animali ma non mi sono mai sentito in pericolo, anzi”.
Dopo l’ Australia è tornato in Europa per qualche mese cimentandosi in un'altra avventura: la Via Alpina che l’ha riportato nelle sue amate Alpi. “Sono partito da Castelmonte e in 3 mesi sono arrivato in Svizzera, attraversando parti dell’Italia, della Slovenia, Austria, Germania, Liechtenstein e appunto Svizzera. Tutto a piedi e tutto sempre in montagna.” In 21 giorni da Castelmonte è arrivato a Forni completando l’Attraversata Carnica, “credo che sia stata la parte più interessante e selvaggia di tutte le Alpi che ho visto, e non dico questo solo perché sono di parte, è cosi e basta!”
Dopo questa fantastica ma stancante esperienza si è trasferito in Canada dove ha vissuto per un anno. Per i primi 6 mesi ha lavorato a Vancouver e i restanti 6 si è buttato nella grande avventura: le terre selvagge, il grande Nord, tra Canada ed Alaska. Territori ben descritti da Jack London nei suoi romanzi.
Tra incontri con orsi, lupi, alci e molto altro, ha esplorato a piedi e in canoa spazi immensi, orizzonti che creano un senso di infinità, foreste senza fine. “Una delle avventure che di sicuro mi ha emozionato è stato percorrere per 500 km il fiume Yukon con una canoa canadese, quel fiume famoso per la corsa all’oro a fine ‘800. Territori selvaggi, in inglese si chiama Wilderness, dove noi puoi lasciare niente al caso, devi avere la consapevolezza di dove ti trovi ed è essenziale il sapersi arrangiare. Un’avventura fantastica”. Si è anche poi trovato al cospetto del monte Denali, la più alta montagna del Nord America con i suoi 6190 metri di altitudine.
Insomma un bel po’ di cose le ha vissute... Nel 2018 è tornato in Italia e si è stabilito a Forni di Sopra nella casa di sua nonna Sofia Perissutti, ed ha intrapreso il corso per diventare Accompagnatore di Media Montagna, che dopo 2 anni ha portato a termine con successo a fine Novembre scorso. “Sono diventato una Guida perché mi piacerebbe trasmettere ciò che la natura è stata per me, e quale miglior posto per iniziare se non Forni di Sopra? Dove la montagna è ancora pura e selvaggia e le possibilità sono infinite? Vorrei far conoscere le nostre Dolomiti ma non solo, perché Forni non è solo Dolomiti, è molto di più: abbiamo un patrimonio botanico pressoché unico sulle Alpi, una cultura della montagna ancora solida e viva e si anche una dolomia che esiste solo qui, la Dolomia di Forni.” “Una delle mie aspirazioni più grandi è quella di riuscire a fare del bene per la comunità in cui vivo”.
Cos’è un Accompagnatore di Media Montagna? è una figura che fa parte del collegio delle Guide Alpine ma diversamente da quest’ultima si occupa principalmente di Escursionismo e degli aspetti naturali e culturali. Tommaso è attivo nel gruppo di Volontari che ha sistemato la sentieristica fornese rovinata dalla tempesta Vaia-20018 e sta collaborando all'implementazione della versione digitale dell'Erbario di Giovanni Caposassi, pubblicata su questo sito,Link all'Erbario...
Il Rifugio Giaf è situato a quota 1400 m. sul versante nord-est dei Monfalconi e Monte Cridola, le guglie più belle delle Dolomiti Friulane e D'Oltre Piave. L’ambiente è tipicamente dolomitico con cime frastagliatissime ed arditi torrioni dalle pareti nude e lisce che contrastano con il verde dei boschi situati sui più dolci versanti alla loro base.Leggi di più sul Rifugio Giaf...
Prossimamente su questo sito vi presenteremo Alessandro e Marco che, assieme a Tommaso, vi accoglieranno prima possibile al Rifugio Giaf. 🍀
Contatti Tommaso Lizzi, Guida Accompagnatore di Media Montagna, Forni di Sopra Dolomiti Friulane